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Rassegna stampa

Martina: “No al fuoco amico, ma ora più attenti al sociale"

Pd

 

Crisi del Pd, parla il ministro delle Politiche Agricole

ROMA. "Basta con il fuoco amico nel partito. Dobbiamo ritrovare l'unità, ritornare a essere una comunità, un collettivo: serve ora una svolta sociale". È l'appello accorato di Maurizio Martina, reduce dalla vittoria a Milano di Giuseppe Sala di cui è stato uno dei principali sponsor, dopo l'ultimo scontro interno, quello fra il ministro Marianna Madia e il vicesegretario Lorenzo Guerini sulle dimissioni di Matteo Orfini da commissario del Pd romano. E da Israele, dove ieri era impegnato in un evento post Expo, il ministro delle Politiche agricole invita il partito ad andare avanti compatto in vista della direzione nazionale di questo pomeriggio.

Martina, dopo la sconfitta elettorale nel Pd si continua a litigare. Pensa che Orfini dovrebbe fare un passo indietro?
"No, penso che a tutti noi interessi aprire una fase nuova dopo le elezioni, a Roma innanzitutto. E per farlo, dobbiamo ripartire dai nostri iscritti e dai nostri elettori ".

Qual è la proposta che porterà in direzione per risollevare il partito?
"Oggi c'è l'occasione di fare tutti insieme un passo in avanti ascoltandoci e senza scaricabarile, ma avendo chiaro in testa che abbiamo bisogno di leggere in profondità il Paese. Per prima cosa dobbiamo ripartire dalla lotta alle disuguaglianze, ora serve più che mai una svolta sociale per il Pd ".

E come farete a ritornare a essere un partito della gente?
"Noi siamo già un partito popolare, ma dobbiamo fare di più. Ci vogliono coraggio e umiltà, dobbiamo stare uniti e aprirci, ritornare a essere sui territori un partito comunità che sa ascoltare i bisogni reali delle persone. Questo si è verificato a Milano, dove il Pd è riuscito a coniugare innovazione e radicamento, pluralità e unità. Fattori che sono mancati altrove".

Ieri la minoranza Pd ha dato un ultimatum al premier Matteo Renzi: mai più voti di fiducia se non si cambia rotta. Non è tardi per ritrovare l'unità?
"Non credo agli ultimatum e non è affatto tardi per unirsi di più. Il fuoco amico non porta a nulla, l'attrattività di un partito passa anche dalla sua capacità di vivere il confronto interno in modo plurale senza spararsi addosso ogni giorno. Abbiamo da rivendicare con lucidità e orgoglio il lavoro fatto in questi due anni, di cui anche le minoranze sono state protagoniste. Oggi abbiamo bisogno di fare un salto di qualità nell'analisi sia dei cambiamenti sociali del Paese che dell'efficacia della nostra azione. Dopo questo risultato elettorale la sfida contro il M5S va alzata di livello".

Avete sottovalutato la forza di rottura dei Cinque Stelle?
"Il nostro giudizio su di loro va senz'altro aggiornato, ma per battere l'antipolitica serve un riformismo più radicale, in particolare sul fronte sociale, per coniugarci con il nostro popolo in maniera più ravvicinata".

Ammettete, quindi, di aver perso di vista il Paese?
"Dobbiamo scavare più in profondità sullo stato dell'Italia, comprendere di più la crisi del ceto medio, dare sostegno alle fasce più deboli, ai pensionati come ai giovani. Dobbiamo farci carico delle periferie, dei problemi legati al lavoro, alla casa. Questo voto segnala un'attesa. Se siamo capaci di leggere i conflitti sociali e dare le giuste risposte, possiamo rilanciare il nostro progetto di cambiamento".

Pensa che Renzi debba rimanere alla guida del Pd?
" Il nostro segretario è la nostra prima vera risorsa e lo dico anche io che non l'ho votato al Congresso. Il terreno di innovazione sperimentato fin qui è prezioso".

Se al referendum costituzionale vincerà il No, il premier lascerà?
"Non è questo il punto. Deve vincere il Sì non per un leader ma per il Paese".

Tags: Pd,, Martina,, Sinistra è cambiamento,, Politica,, Partiti,, Governo,, Minoranza pd,