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Martina: Si può stare in minoranza nel partito senza essere antagonisti su ogni cosa

Martina

(Intervista di Mario Ajello per Il Messaggero – 03.06.15)

Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole, dopo questi dati elettorali il Pd – a cominciare dal segretario quale tipo di riflessione dovrebbe fare?

«Gli elettori ci chiedono più Pd e non meno Pd. Ci chiedono più cambiamento e non meno cambiamento. Se guardo il 5 a 2 dentro lo scenario europeo, questa è una vittoria importante. Il Pd si conferma uno dei soggetti politici più forti nel Continente. E lo dico pensando alle ultime elezioni spagnole, ma anche a tutti i passaggi di medio termine dalla Germania all’Inghilterra, dove i partiti di governo hanno sofferto moltissimo».

Ma il Pd non ha perso due milioni di voti?

«I flussi elettorali vanno analizzati bene. Non sottovalutiamo nulla. Per me, da questo passaggio emerge la convinzione di accelerare sul cambiamento. Bisogna alzare la posta del nostro riformismo».

Va coinvolta di più la sinistra del Pd, da parte di Renzi?

«Il Pd deve interpretare fino in fondo la sua sfida unitaria e plurale. Questa leadership è la più forte che abbiamo. E se siamo arrivati a questi risultati, prima alle elezioni europee e ora in questa consultazione nelle regioni e in migliaia di comuni, è anche perchè nel Pd c’è una leadership che è patrimonio di tutto un partito. E non appartiene soltanto al destino personale di uno di noi. E’ chiaro che, al Pd, non serve certo un pensiero unico. Ma non serve neanche un partito tafazziano, che si divide su tutto».

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Paola De Micheli: "Pd deve dimostrare di essere all’altezza"

Paola De Micheli

Paola De Micheli intervistata da "Il Messaggero": "Pd deve dimostrare di essere all’altezza"

Paola De Micheli, vicecapogruppo vicario del gruppo del Partito Democratico alla Camera, intervistata da "Il Messaggero" del 29 maggio 2014, parla del risultato delle elezioni europee e anche della sua candidatura alla carica di presidente del partito. Le sue parole sulla questione: "La mia ambizione è solo quella di essere utile, in questo senso sono a disposizione".

"Siamo arrivati dove volevamo - dice la De Micheli - ora dobbiamo dimostrare di essere all’altezza. In un partito del 40 per cento c’è bisogno di tutti". "Il risultato straordinario di domenica - aggiunge - ci carica di responsabilità enormi. Due sono le cose da fare al più presto capire bene chi e perchè ci ha votato, si è fidato di noi; secondo come un partito del 40 per cento si rapporta col suo governo e con i vari governi locali. Prima avevamo il pallino in Italia, adesso ce lo abbiamo anche in Europa".

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8 domande a Matteo Mauri

Matteo Mauri

da "la Stampa" del 21-05-2015 8 domande a "Matteo Mauri PD" di Francesca Schianchi

"Restano ancora alcuni punti da migliorare, ma il giudizio complessivo su questa legge è positivo. E glielo dice uno che fa parte della minoranza PD" , garantisce il deputato Matteo Mauri, parte di quel pezzo di Area Riformista che sulla legge elettorale si smarcò dall'ala dura e ieri ha votato la legge: "io ero assente perché sono a casa con un piede rotto, ma avrei votato si".

Soddisfatti anche voi come minoranza PD?

"Soddisfatti perché era necessario intervenire sulla scuola, e lavorando in una logica di confronto e non di scontro con il governo siamo riusciti a portare modifiche sostanziali al testo"

Ma il testo vi va bene così o qualche modifica è ancora necessaria al Senato?

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