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Unioni civili: ‘Spero di trovarle sotto l’albero di Natale’, la parola a Micaela Campana (Pd)

Unioni civili - Micaela Campana

È uno scenario mondiale controverso, quello dei diritti delle persone Lgbt. Da una parte abbiamo gli esempi di Irlanda e Stati Uniti, che hanno aperto al matrimonio egualitario. La Corte dei Diritti Umani, di recente, ha condannato l’Italia per non avere leggi in merito. Dall’altra ci sono il caso di Andrea Giuliano, il ragazzo italiano aggredito in Ungheria perché gay e in prima linea contro l’estremismo di destra di quel paese, e le recenti violenze al pride di Gerusalemme, dove un ultra-ortodosso ha accoltellato alcuni partecipanti. In questo sistema”bipolare”, tra chi allarga le possibilità affettive della società e quei paesi ancora impantanati nella palude dell’omofobia più o meno istituzionalizzata, l’Italia sta cercando di recuperare la distanza con le realtà più evolute, discutendo la legge sulle unioni civili.

"Stiamo andando avanti secondo le procedure ordinarie del Senato, votando gli emendamenti rimasti e già sensibilmente ridotti rispetto a quelli presentati da Ncd e opposizioni contrarie”, dichiara Micaela Campana, della segreteria nazionale del Partito Democratico e responsabile al Welfare, Diritti e Immigrazione. “Il capogruppo Zanda ha chiesto la calendarizzazione dopo la discussione sugli emendamenti. Si sta procedendo anche con le sedute notturne. Stiamo chiedendo a tutti il massimo sforzo perché il Senato si esprima il prima possibile”.

Ma cosa dicono i numeri a Palazzo Madama?

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Matteo Mauri: “Sinistra è Cambiamento parte da Milano"

Matteo Mauri, tesoriere del gruppo Pd alla Camera, tra i leader di Sinistra è Cambiamento, il gruppo nato dalle ceneri di Area Riformista, racconta ad Affaritaliani.it che cosa accade in Lombardia: “Partiamo da Milano. Martina sindaco? Lo escludo decisamente”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Onorevole Mauri, avete fondato Sinistra è Cambiamento dopo lo strappo sulla fiducia di Bersani e Speranza.

Sì, esatto. Sinistra è cambiamento, con l’accento sulla è perché la nostra è una dichiarazione, è assolutamente assertiva.

In che senso?

Nel senso che storicamente la sinistra ha sempre rappresentato il cambiamento, soprattutto in una società che si trasforma velocemente come oggi questa caratteristica deve rimanere. Il tema è il saper interpretare valori di sinistra nelle trasformazioni della nostra società. La sinistra deve essere alla testa del cambiamento perché la sinistra è l’opposto della conservazione.

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Martina: Se fallisce il governo, fallisce anche il partito

Martina

Il ministro, leader dei responsabili di sinistra: "A Roma chi sbaglia pagherà". E ancora: "Non vogliamo essere né gufi né struzzi. La minoranza non può dire solo dei 'no'" di ETTORE MARIA COLOMBO

Roma, 21 giugno 2015 - «SINISTRA è cambiamento» si chiama la nuova area politica del Pd nata per iniziativa di 50 parlamentari della minoranza che hanno rotto con ‘Area riformista’ di Bersani e altri. Leader riconosciuto ne è Maurizio Martina, giovane ministro dell’Agricoltura nel governo Renzi. Il loro slogan (ironico) è «né gufi né struzzi».

C’era proprio bisogno di un’altra corrente nel Pd?

«C’è bisogno di rendere più forte il punto di vista di chi nella minoranza ha sempre seguito due parole d’ordine: autonomia e responsabilità. Noi vogliamo stare nel Pd fino in fondo, dando una mano al governo con le nostre idee. Abbiamo presentato delle proposte che da qui a luglio porteremo in giro per l’Italia in 50 tappe. Non pensiamo al congresso del Pd, che ci sarà nel 2017, ma alla responsabilità di cambiar il Paese dal governo».

Ma come si fa a stare in minoranza e al governo?

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Damiano: Le riforme vanno fatte

Cesare Damiano

Nazione-Carlino-Giorno 11-06-2015 Alessia Gozzi intervista Cesare Damiano Damiano apre alle riforme di Renzi "Vanno fatte, basta prove di forza"

"Il giorno in cui non votassi la fiducia al governo, uscirei dal partito": Cesare Damiano, volto dialogante della minoranza PD, non ama gli opposti estremismi: "non è più tempo di prove muscolari, le riforme vanno fatte col dialogo": Del resto anche Bersani invocò la disciplina di partito.

Quando il governo è andato sotto sulla scuola, si è pensato allo sgambetto PD. Non è stato così, ma l'aria è tesa...

"Non sempre si fa bene a pensare male. Non prevedo agguati parlamentari da parte delle minoranze: fin qui ci son stati confronti anche aspri, ma alla luce del sole. Un partito così grande è normale che abbia una dialettica ma poi serve un compromesso":

Così però sembra Renzi...

"E' noto che non sono un renziano e non intendo diventarlo. Non mi piace quando dice 'tiro dritto e asfalto tutti', ma su una cosa ha ragione: le riforme vanno fatte, e alla fine, bisogna decidere. Non assecondare, ma nemmeno ignorare il Parlamento e le parti sociali: l'epoca degli atteggiamenti muscolari va lasciata alle spalle anche da parte del governo".

Eppure c'è chi nel PD non vota la fiducia al governo.

"Da quando il PD è al governo, non ho mai votato contro una fiducia, votai perfino la riforma Fornero quando Bersani lo chiese per lealtà alla ditta..."

Con Renzi c'è meno da turarsi il naso?

"Ho dato la mia fiducia a Monti non vedo perchè non darla a Renzi. Se lo facessi, uscirei dal PD".

Cacciare chi non vota la fiducia?

"Assolutamente no. non invoco né sanzioni né espulsioni. Mi limito a sottolineare la necessità di alcune coordinate di base: io mi sono dato dei limiti da non valicare...Un conto è non votare un provvedimento, altro è non votare la fiducia. Ma chi lo ha fatto ha agito legittimamente".

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Damiano: Non ci sono aut aut ma il successo elettorale è sulle sabbie mobili

Damiano

 

Damiano: "Non ci sono aut aut ma il successo elettorale è sulle sabbie mobili"

L'ex ministro denuncia quello che non va nel Pd renziano: "Si devono cambiare le primarie, non ci possiamo fare scegliere i candidati dagli altri. O le prevediamo per legge o almeno creiamo l'albo degli elettori"

di GIOVANNA CASADIO "La Stampa" 09 giugno 2015

Damiano: "Non ci sono aut aut ma il successo elettorale è sulle sabbie mobili"

ROMA - "Renzi abbandoni posizioni del tipo "vi asfaltiamo", "tiriamo dritto" o come fanno alcuni ministri "discuto ma non tratto"... ci ascolti, ci vuole un coinvolgimento di tutti". L'ex ministro Cesare Damiano denuncia quello che non va nel Pd renziano. Molte cose devono essere corrette, però senza strappi: è la decisione presa da quella parte di "Area riformista" - che non ha seguito Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani nella posizione dura contro l'Italicum - e che Damiano guida. La minoranza dem si è frammentata ulteriormente.

Damiano, la sinistra dem vuole dare l'aut aut a Renzi?

"Non ci sono aut aut, ma va affrontata un'analisi del risultato delle regionali. C'è stata una vittoria indubbia, perché su 12 Regioni andate al voto in un anno 10 sono oggi del centrosinistra, ma ...".

Ma?

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