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8 domande a Matteo Mauri

Matteo Mauri

da "la Stampa" del 21-05-2015 8 domande a "Matteo Mauri PD" di Francesca Schianchi

"Restano ancora alcuni punti da migliorare, ma il giudizio complessivo su questa legge è positivo. E glielo dice uno che fa parte della minoranza PD" , garantisce il deputato Matteo Mauri, parte di quel pezzo di Area Riformista che sulla legge elettorale si smarcò dall'ala dura e ieri ha votato la legge: "io ero assente perché sono a casa con un piede rotto, ma avrei votato si".

Soddisfatti anche voi come minoranza PD?

"Soddisfatti perché era necessario intervenire sulla scuola, e lavorando in una logica di confronto e non di scontro con il governo siamo riusciti a portare modifiche sostanziali al testo"

Ma il testo vi va bene così o qualche modifica è ancora necessaria al Senato?

 

"Noi abbiamo presentato tre ordini del giorno che pongono altrettante questioni da affrontare"

Quali?

"Prima di tutto chiediamo un aumento della collegialità nel reclutamento dei docenti"

Altrimenti c'è rischio clientelismo nella scelta....

"E' passato un emendamento che impedisce ai presidi di chiamare parenti. Inoltre, non ha la possibilità di assumere, visto che i docenti sono assunti dallo Stato."

C'è però un certo tasso di discrezionalità.

"E' sbagliato pensare sempre male. E comunque proponiamo di affiancargli una commissione"_

E le altre vostre proposte di modifiche?

"Chiediamo di strutturare meglio la rotazione di presidi. E poi, per evitare di creare esodati della scuola, si chiede al governo di individuare le persone meritevoli e con continuità d'insegnamento e creare le condizioni perché entrino nell'istituto scolastico"

Cosa dice ai precari di seconda fascia furibondi per esser stati esclusi dalle assunzioni e rinviati a un concorso futuro?

"La soluzione trovata era l'unica possibile perché abbiamo ereditato tanti errori del passato. Ma ricordo che la legge è ancora a metà strada, manca il passaggio al Senato".

E lì sarà possibile fare modifiche?

"Io credo ci sia spazio per altri interventi, sia sul fronte dei poteri del preside che sul tema delicatissimo dei precari".