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C.Damiano: il governo corregga la rotta, ma la nave non va affondata

pd“Vogliamo correggere la rotta della nave, che è il Pd e di conseguenza il governo, senza affondarla. Non si può sparare sul comandante altrimenti si finisce sugli scogli, ma dobbiamo portare a galla il profilo di sinistra”.

Con una metafora nautica Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, presenta l’iniziativa di venerdì 29 a Milano della sua corrente “Sinistra è cambiamento”. Con lui, Maurizio Martina e Matteo Mauri, ci saranno i ministri Boschi e Orlando e il governatore del Lazio Zingaretti.

 

Qual è il segno dell’appuntamento, già a gennaio?

“L’obiettivo è fare il punto a metà legislatura e all’inizio di un anno molto impegnativo. Si tratta anche di chiarire il nostro posizionamento politico, e lo faremo partendo dai contenuti e non da questioni tattiche legate a logiche di schieramento”.

E che tipo di minoranza sarete nel 2016?

“Dobbiamo correggere la rotta della nave senza affondarla. Matteo Renzi però ci deve ascoltare. Qualcuno mi ha definito un laburista ortodosso. Ne sono orgoglioso perché implica una grande capacità di innovazione e, al tempo stesso, di tutela dei lavoratori. Sarà un anno difficile perché l’Europa è nella tenaglia della nuova crisi che arriva dalla Cina e di ondate migratorie che incrinano l’Unione, cui si somma la giusta paura della guerra e del terrorismo. Riavviare la ripresa economica non sarà facile”.

In che cosa volete essere ascoltati dal “comandante”?

“Appoggiamo il governo nella battaglia per mettere all’angolo l’austerity a favore di un’Europa sociale. Ma come fa la voce grossa a Bruxelles su questo, Renzi sia coerente e la alzi anche sulla flessibilità del sistema pensionistico e sul lavoro dei giovani”.

Primo punto della vostra agenda sui temi sociali?

“Non possiamo restare ancorati alla riforma della Pubblica Amministrazione nei prossimi mesi e al referendum costituzionale a fine anno. In mezzo servono interventi su previdenza e lavoro. Le battaglie per le Unioni Civili e per una nuova architettura istituzionale sono fondamentali, ma da sole non bastano”.

Di certo sono impegnative. Nel 2016 ancora ci si lacera tra Parlamento e piazze se sia opportuno il riconoscimento delle coppie gay…

“Sono uno strenuo difensore del testo Cirinnà. Mi ricordo quando, nel ’74, Fanfani ci spiegava che il divorzio avrebbe dissolto le famiglie. Non è successo e gli argomenti di oggi contro le Unioni Civili sono altrettanto infondati. Non c’è equiparazione con il matrimonio e l’adozione co-parentale è uno strumento specifico molto usato in Europa e diverso dall’adozione tout court”.

Interventi su previdenza e lavoro in tempi brevi, diceva. Quali, in concreto?

“Il grande tema è la crescita che porta lavoro. Poi l’annunciato masterplan per ilMezzogiorno e politiche industriali innovative, dalla banda larga alla green economy. Abbiamo vinto la battaglia per estendere gli incentivi per l’assunzione a tutele crescenti oltre il 2015. Ormai rimodulati, andrebbero resi strutturali. L’altro grande tema sono le pensioni. Sono soddisfatto per i risultati importanti ottenuti in commissione Lavoro dal 2012 fino all’ultima legge di Stabilità: 7 salvaguardie per un totale di 172mila esodati e un impegno di spesa di quasi 11,5 miliardi. Ma non basta”.