Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie.

scritta solo lunga
facebook twitter youtube google plus

scritta solo

facebook twitter youtube google plus

Martina: Basta con i voucher in settori come l’edilizia

Martina.Voucher

 Indietro non si torna: i voucher vanno migliorati, ma non cancellati», sostiene Maurizio Martina. «Bisogna assolutamente continuare a mantenere un approccio riformista al tema – spiega il ministro dell’Agricoltura -. Per questo, anche sui voucher, dobbiamo vedere pregi e limiti di questi strumenti e quindi individuare i miglioramenti da attuare. E soprattutto sono convinto che occorra insistere con politiche in grado di generare nuova occupazione e combattere la precarietà e per questo rimango sempre dell’idea che la madre di tutte le questioni sia abbassare il costo del lavoro e rendere quello stabile sempre più vantaggioso di quello flessibile. Dobbiamo guardare avanti, guai a fermarci».

Intervista di Paolo Baroni pubblicata da La Stampa del 13-01-2017

Leggi tutto

Martina: "Reddito ai più poveri, pronti a fare un decreto"

       Maurizio Martina

 

Intervista di Carmelo Lopapa pubblicata da La Repubblica del 03-01-2017

ROMA. Tempi stretti per il "reddito di inclusione". A beneficiarne, una buona fetta del milione 600 mila famiglie italiane che l'Istat ha certificato come nuovi poveri. Per loro, un aiuto mensile fino a 400 euro. Esiste già un budget per quel che si preannuncia (quando sarà approvato) come il provvedimento più popolare del governo Gentiloni. A spingere la misura è soprattutto il ministro pd delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che non esclude il ricorso al decreto d'urgenza: "Per me è lo strumento migliore per renderla operativa nel giro di poche settimane".

Sarà la priorità di questo inizio 2017?
"Noi dobbiamo rispondere all'appello lanciato giorni fa da "Alleanza contro la povertà", l'associazione che raggruppa 35 organizzazioni con cui abbiamo lavorato in questi anni. Dobbiamo concretizzare in tempi rapidi il reddito di inclusione per svoltare con gli strumenti di contrasto alla povertà, in sostegno di famiglie e persone in grave difficoltà economiche. Un gran lavoro è stato fatto dal governo Renzi: con la legge di stabilità 2016 abbiamo definito un fondo da 1 miliardo 150 milioni. Adesso quel lavoro deve dare i suoi frutti".

A quale platea è destinato?
"I dati Istat ci dicono che un milione e 600 mila famiglie, ovvero 4,5 milioni di persone hanno varcato la soglia della povertà assoluta, un minore su tre è a rischio. Ecco, loro devono essere la priorità. Parliamo di famiglie con reddito Isee sotto i tremila euro".

Di cosa si tratta? Un assegno mensile o cosa?
"Si tratterà di un sostegno finanziario non assistenziale, che dovrà rispettare determinati criteri e che coinvolgerà nella prima fase famiglie con minori. Per ampliare poi il bacino con l'aumento delle risorse. In questi anni la sperimentazione del Sia (Sostegno per l'inclusione attiva) è stato un passo importante in alcune città".

Lo sa che vi accuseranno di orchestrare la più grande mancia preelettorale, vero?
"Non scherziamo. È un provvedimento atteso da parecchio tempo. Per la prima volta abbiamo risorse strutturali per finanziare un intervento come questo, siamo l'unico Paese in Europa a non avere uno strumento di contrasto universale alla povertà. Si colma piuttosto una lacuna. Io rivendico il lavoro fatto dal governo Renzi in questo senso. La legge delega votata alla Camera nel luglio scorso è oggi al Senato. Occorre fare presto".

La relatrice, Annamaria Parente (Pd), propone un disegno di legge.
"Sono d'accordo sulla necessità che si faccia presto. Personalmente sono per un provvedimento di urgenza, proporrò che si prenda in considerazione il ricorso al decreto".

Piacerà a sinistra. Faciliterà il dialogo con il nuovo soggetto al quale lavora Pisapia?
"Non da oggi sostengo che noi dobbiamo riorganizzare il campo del centrosinistra. E penso che il Pd giochi ovviamente un ruolo fondamentale e debba aprire una stagione nuova. Il tentativo che Pisapia, Zedda e altri stanno portando avanti è importante. Dobbiamo combattere la sindrome divisiva che troppe volte ha fatto male alla sinistra, con un nuovo progetto, per contrastare le derive populiste".

Dovete trovare intanto una legge elettorale che vi consenta di farlo.
"Credo che questo bisogno di riorganizzare si debba perseguire prima ancora della legge elettorale. Io sono assolutamente favorevole al rilancio del Mattarellum che il mio partito sta portando avanti, coinvolgendo le forze che ci staranno. Anche prima del pronunciamento della Consulta. Non vorrei rinunciassimo a una certa idea di democrazia dell'alternanza".

Lei parla di misure che non sembrano da governo "primaverile", cioè destinato secondo tanti nel Pd soltanto a portare al voto entro giugno.
"La legislatura volge al termine, dopo il 4 dicembre. Iniziative come il reddito di inclusione o altre misure sociali possono essere approvate nel giro di poche settimane. Io mi rifaccio alle valutazioni di Gentiloni

a fine anno: la stabilità di un Paese non può rendere prigioniera la democrazia, le elezioni non sono una minaccia".


Ancora con Renzi leader e candidato premier?
"Per me lui è la risorsa fondamentale per questo partito".

Il ministro Martina: «Il Pd vada oltre la vocazione maggioritaria»

Martina

Intervista del Corriere della Sera del 16 dicembre 2016 di Alessandro Trocino

 

ROMA - «Il 4 dicembre si è chiusa una fase. Ora bisogna ripartire, correggere la rotta. E rilanciare. Il Pd deve farsi promotore di un’iniziativa per un nuovo centrosinistra». Maurizio Martina è stato riconfermato ministro dell’Agricoltura. Non è un renziano, ma è il leader di una componente, «Sinistra è cambiamento», che conta una cinquantina di parlamentari e che ha sostenuto la maggioranza.

Partiamo dalle «debolezze».

«Innanzitutto, credo sia doveroso valorizzare i risultati ottenuti e troppo spesso dati per scontati: dai nuovi diritti, all’occupazione che riprende, all’economia che migliora. Certo, tutto questo non basta, sono ancora segnali timidi e risalire la china dopo la crisi durissima che dal 2008 ci coinvolge non è affatto semplice. Detto ciò, è giusto mettersi in discussione, ragionare degli errori e delle cose che non hanno funzionato».

Leggi tutto

Paola De Micheli su "Repubblica": "Priorità a lavoro e diritti, sulle nostre spalle il peso del governo"

Dibattito interno al Partito Democratico, su "Repubblica" di oggi, 14 marzo, Paola De Micheli - definita "pontiera" ed ex lettiana - viene intervistata da Tommaso Ciriaco sullo scontro tra maggioranza renziana e minoranza interna.

 

su #Repubblica di oggi c'è una mia intervista sul #Pd e sul dibattito di questi giorni, ecco quello che penso..

Pubblicato da Paola De Micheli su Lunedì 14 marzo 2016

Nel Pd il dibattito si è avvitato, Paola De Micheli. Come se ne esce?

«Smettendola con questi toni. Noi governiamo l’Italia, sulle nostre spalle c’è un peso enorme: ne usciamo solo se i risultati saranno all’altezza dei nostri valori».

Leggi tutto

Maurizio Martina: «Il nostro avversario è la destra. Basta liti»

Martina

Intervista a firma di Maria Zegarelli pubblicata su L’Unità del 14 marzo 2016

 

Ministro Maurizio Martina, non è nella maggioranza renziana ma neanche nella minoranza di Perugia. Dove si colloca nella complicata geografia del Pd?

«Con diverse altre persone abbiamo dato vita a “Sinistra è cambiamento”, un`area che prova a contribuire con idee e progetti alla sfida nostra di governo. Siamo usciti dalla logica

Leggi tutto